martedì 23 marzo 2010

La società è vuota.


Ieri mi è successa una cosa un po' particolare..
Ero alla fermata dell'autobus, alla stazione di Firenze Santa Maria Novella. Quindi, una fermata con un bel po' di persone abili e reali. Vive.

Scende da un bus un signore disabile, penso che fosse di origine slava, messo davvero male. Occhi che seguivano direzioni diverse l'uno dall'altro, denti storti, gambe rivolte verso l'interno così che le ginocchia dovessero sopportare tutto il carico, compresa la parte interna del piede e la caviglia. Era praticamente piegato in avanti e per riposarsi, a quanto hanno detto le persone che lo incontrano spesso sui bus, si mette tutto giù, in quella strana posizione che noi assumeremmo soltanto se facessimo qualche strano esercizio di stiramento (e forse neanche quello): praticamente seduto con le due gambe deformate piegate verso l'esterno (ginocchia verso l'interno e piedi verso l'esterno a fare perno per poi permettergli di alzarsi). Insomma, un uomo sfortunato. Si aiutava con un bastone arrangiato, un pezzo di gomma nella parte inferiore per non scivolare. Aveva anche dei pezzi di fogli gommati legati ai piedi fino alle caviglie, per non graffiarsi e non essere del tutto a contatto col terreno. Mamma mia, ridotto davvero malaccio.

Un uomo coraggioso ad andare in giro in una città caotica senza un mezzo che lo possa aiutare a stare in una posizione migliore e ad avere un controllo maggiore del suo corpo. Senza rischiare di cadere o di inciampare. E chissà quante volte gli sarà accaduto...

Arrivando al dunque, giunge il suo autobus e vedo che lui si alza (gli avevo chiesto se aveva bisogno di spostarsi o sistemarsi e mi aveva risposto di no, si stava riposando) dirigendosi anche con un certo sforzo (sebbene sembri che sia forte e riesca a fare movimenti con un certo scatto) verso la porta centrale del mezzo. Aveva movimenti cadenzati e irregolari, dovuti sicuramente allo sforzo fatto per non perdere equilibrio e alla spinta che doveva impartire al corpo per far sì che le due gambe si trascinassero in avanti.
Nessuno ha mosso un cavolo di dito per aiutarlo. E salire su un bus per lui non è cosa facile, non riesce ad alzare bene le gambe, non ha la padronanza che abbiamo noi persone senza handicap fisici.

Il bus ha richiuso la porta e stava per ripartire, l' uomo era lì davanti e non ha fatto in tempo neanche a sperare di salire. Al ché, ho sbattuto il pugno sul vetro della porta e il conducente ALLORA ha aperto. Sono ciechi o fanno finta di non vedere? Non sarebbe la prima volta che qualcuno ignora una situazione di questo tipo..

Vedendo che l'uomo si allungava verso la porta, sono salita prima di lui, e l'ho tirato sù perché da solo non ce l'avrebbe mai fatta, stava inciampando! L'ho tenuto stretto finché non ero sicura che fosse in piedi e stabile, poi sono scesa. Mi ha ringraziata. Una cosa che mi ha fatto provare una bella sensazione dentro.

Ma non è questo il punto. Il punto invece è che scesa dall'autobus, la gente intorno mi ha guardata come se avessi fatto un gesto difficile e ammirevole, un gesto degno dell'etichetta di eroico.
In special modo una giovane, che era più vicina di me al bus dove il signore doveva salire (e quindi che sarebbe stata più veloce di me a salirci e a dargli una mano), mi ha guardata quasi con compassione, come se dicesse "che brava che sei stata" e "io avrei voluto ma.. non so se avrei potuto".

Bene, l'uomo sembrava molto sporco, lo era effettivamente. E' colpa sua? E' colpa sua se è così? Se è povero? Se è un disgraziato? Ma quanto può essere cattiva la gente, senza rendersene conto?
Sì, magari non tutti possono lavorare con i disabili e forse non tutti hanno facilità nell'aiutare. Ma ci sono principi di base su cui non posso prescindere. Questo è uno di quelli.
O sei umano e ti comporti da umano oppure stai zitto, non dici neanche una parola.. Ma non fingi di essere ciò che non sei.

Io non voglio sentirmi brava, non voglio che queste cose vengano etichettate così! Per me non conta niente se sei un poveraccio o un riccone, se sei sporco da fare pena come lo era purtroppo quel pover' uomo o se profumi di Chanel 5. Se hai bisogno di aiuto, io non rifletto. Faccio. E per me è sempre stato così, è una cosa normale. Invece, a quanto pare non lo è!
Non è normale aiutare.

Questo mi fa imbestialire più di tutte le altre ipocrisie che fanno parte della nostra cara bella Firenze. E' un grande schifo. Lasciatemelo dire senza tanti eufemismi. Individualismo e perbenisimo da vendere in ogni angolo della città, anche tra le persone che ti sembra di conoscere ma che in realtà non sono quello che credevi.

Eroico.. Ma cosa? Dove?? E' orribile che le azioni che dovremmo fare perché sono umane e solidali siano talmente in disuso e talmente allontanate dalla quotidianità che poi vengano strumentalizzate dagli altri per farti sentire quello che loro vogliono che tu sia: un "eroe".

Perché non è il fatto che tu venga definito tale che fa scoop e fa notizia, ma è il fatto che QUELLA persona ti ha etichettata in quel modo. Che quella persona ti ha dato un ruolo che non ti appartiene, solo perché essere eroe fa notizia ed è bello per la società mostrare sui giornali e sulle tv che c'è qualcuno che fa queste cose così magnanime e umane. Ci sono molte persone che sentono di avere umanità dentro di loro soltanto perché HANNO RICONOSCIUTO in qualcun'altro un gesto solidale. E' quasi come se lo facessero proprio, definendolo eroico e facendolo notare al resto della comunità come un'azione fuori dal comune e degna di lode.

Che grande schifo, è proprio tutto un grande schifo!

Io non sono nessuno e non voglio essere nessuno, e non voglio che la gente si permetta di darmi della brava e della solidale quando non ho chiesto niente a nessuno. NON HO FATTO QUELLO CHE HO FATTO PER AVERE DEI RICONOSCIMENTI DALLA SOCIETà, NON LO FACCIO PER SENTIRMI DIRE CHE HO FATTO BENE.
LO SO DA ME CHE SONO COSE CHE DEVO FARE PERCHé So CHE LO DEVO FARE, IO COME ALTRI. SONO QUELLE PERSONE CHE TI DANNO DELL ' "EROE" CHE SI DOVREBBERO FARE UN ESAME DI COSCIENZA E RIPULIRSI DI TUTTO QUEL FINTO DISGUSTOSO PERBENISMO.
Perché invece di dire: "bravo hai fatto bene" non hanno mosso un dito e non lo hanno fatto loro? Anche sul bus, ce ne fosse stato uno, UNO, che si sia mosso. UNO!!!!

Non provavo tanto orrore da un sacco di tempo, ma come si dice.. non c'è mai fine.

1 commento:

  1. Sono contenta che tu abbia condiviso, in primo luogo con me e poi con tutti coloro che leggeranno, questa breve esperienza. Va sempre cosi`.

    IL MONDO GIRA AL CONTRARIO.

    Pensiamoci bene, a quanto e` vero.
    Una persona che vede qualcuno (disabile o no) in difficolta` e NON lo aiuta intenzionalmente, pur potendo, dovrebbe fare notizia. Dovremmo girarci a guardare QUELLA persona, non il normale che aiuta come e quanto puo` il suo prossimo. Invece no. Si fanno le percentuali su quanta beneficienza e` stata fatta, nessuno scrive "Il paese X quest`anno non ha aiutato nessuno." O "Pochissime adozione da parte del paese Z". In fondo quando ci fanno schifo i comportamenti di un sindaco, di un politico, di un personaggio famoso, lo diciamo, no? Ci importa della morale solo fintanto che riguarda il nostro interesse personale, di cittadini col tetto sulla testa e il tempo per fare filosofia della politica? O ci fa ribrezzo l`indifferenza, il fatto che siamo per il nonsoquanto% dei disadattati incapaci di vivere in societa`?

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