domenica 26 aprile 2015

Top 10: How to spot a writer - 10 modi per (ri)conoscere uno scrittore


  1. When you are talking with a person, after a few minutes you can realize that he/she's completely crazy, looking at you like if you were an alien, or like if he/she was an alien. However, you can state he/she ain't normal. Chances are that if you ask if he/she is a writer the answer will be "no", but if you dig deeper asking if he/she wrote something, those "two or three novels, but badly written, a collection of short stories still unfinished, plus a screenplay to edited" will come up.
  2. He/she disappears for long periods without an explanation, switching his/her mobile off and staying offline or at least not replying to emails and messages.
  3. Eternally on a rush, he/she spends his/her life running between errands with the hope to finish them all on time to seat down and, finally, live. Namely, to write.
  4. Call him/her 20 times doesn't work, if he/she's writing your bean soup can even reach the evaporation point, the writer won't move from the keyboard.
  5. The question "Can we see each other tonight?" will provoke strange facial reactions, of pain and displease, before than delivering you a refuse that define it "vague" is like calling the Mississippi a rivulet. "I have something to finish"
  6. His/her apartment is not exactly shiny and full of objects that are usually belonging to other kind of places. For example, opening the cutlery drawer you might find a collection of pens organized per colors and softness, meanwhile the bed is impossible to find and you can also stop looking for it: it was recently trow out to make space for the Finnish. Finnish narrative, of course.  
  7. After 10 minutes of self-imposed attention his/her eyes get lost in the emptiness and start building something different, mind gets lost, while his/her mouth continues to produce signs of acknowledgment. At the end of the meeting, of the date or of the show, he/she will be the only one to know it, but he/she didn't get a world. The feeling of leaving with an idea in mind, by the way it's more valuable than what he/she missed.
  8. He/she bought the tickets, so it's sure that he/she will come. The concert it's the only one in the continent from ages and that super cool band will pass from there again only within 24.000 years. Two hours before he/she found the climax for his/her novel. You can bet  he/she will leave the tickets unused. And you waiting out of the stadium's gates. 
  9. The most common excuse for not coming home with you is "I have something to finish". Promising him sex can add a chance, especially if the writer is a male, but the "I have something to finish" it's just round the corner, so the intercourse will be very fast.
  10. If you ask him/her to describe a place, or the dynamic of an accident, he/she will ask you "In how many characters?
***
  1. Dopo un po’ che conversi con una persona puoi renderti conto che è completamente matta e che ti sta guardando come se tu fossi un alieno, o come se lui/lei lo fosse. Quale che sia la prospettiva, capisci che non è normale. Ci sono buone probabilità che se gli chiedi se è uno scrittore dirà di no, ma se approfondisci domandandogli se ha mai scritto qualcosa verranno fuori quei “due o tre romanzi, ma scritti male e la raccolta di racconti a cui sto lavorando, più una sceneggiatura distopica da revisionare”.
  2. Sparisce per lunghi periodi senza una spiegazione, tenendo il cellulare spento e dimenticandosi di controllare le mail o non rispondendo alle stesse. 
  3. Eternamente di fretta, passa la vita a correre tra una commissione e l’altra sperando di finirle in tempo per sedersi e, finalmente, vivere. Cioè scrivere. 
  4. Chiamarlo ventinove volte non serve, se sta scrivendo la zuppa di fagioli può anche arrivare all’evaporazione, lo scrittore non si muoverà dalla tastiera. 
  5. La domanda "Possiamo vederci stasera?” provoca strane reazioni facciali, di dolore e dispiacere, prima di un rifiuto che definirlo vago è come dire che il Po è un rigagnolo: “Ho da finire una cosa". 
  6. Il suo appartamento non è proprio splendente e riempito di oggetti che di solito popolano altri ambienti. Per esempio aprendo il cassetto delle posate troverete una vasta collezione di penne suddivise per colore e morbidezza del tratto, mentre il letto è introvabile e potete smettere di cercarlo: è stato da poco buttato via per fare spazio alla finlandese. La narrativa, s’intende. 
  7. Dopo dieci minuti di attenzione autoimposta i suoi occhi si perdono nel vuoto, cominciano a costruire qualcosa di diverso, la mente perde il filo, la bocca riesce tuttavia a sforzarsi e produrre senni di accondiscendenza. Alla fine del discorso, della riunione o dello spettacolo sarà lui/lei l’unico a saperlo, ma non ci ha capito niente. Andarsene con una bella idea in testa, però, vale più di qualsiasi altra cosa, per il nostro amico. 
  8. Ha comprato i biglietti, per cui è sicuro che verrà. La data è l’unica nella nazione da anni e chissà quando ci sarà di nuovo un concerto del genere. Due ore prima, scrivendo, ha capito che svolta dare al proprio romanzo. Garantito che lascerà i biglietti inutilizzati. E te ad aspettarlo fuori dai cancelli dello stadio. 
  9. Se gli chiedi di descriverti un incidente, anche domestico, è capace di chiederti “in quanti caratteri”?
  10. Per descrivere una minima azione, persino un’emergenza, ricorrerà a similitudini, giri di parole o dettagli minuscolo che nessun’altro avrebbe notato.

2 commenti:

  1. Bel ritratto! Mi sono troppo riconosciuta nel punto 3, e anche nel punto 5. E cosa succede quando ci si imbatte in qualche espressione poco precisa, che sia su un'etichetta del detersivo o sul quotidiano? Siamo davvero pesanti per il prossimo...

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  2. Grazie Grazia. Personalmente traggo una sana dosa di divertimento dalla lettura dei menù in italiano nei paesi stranieri. Il resto dalle istruzioni per l'uso dei fazzoletti e di qualsiasi altro oggetto facile, arte di cui gli inglesi sono maestri insuperabili...

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