mercoledì 3 agosto 2011

Post Budapest

Budapest non è una città semplice da lasciare. Il lato positivo è che questa magnifica città è in grado di far nascere ricordi duraturi e preziosi, che non fanno male. In qualche modo, la nostalgia verso Budapest non è mai lancinante. Forse perchè dentro di me, so che con Budapest non è del tutto finita. Strano come un posto che non ha niente a che fare la mia storia di famiglia, dove non ho legami amorosi, nè un gruppo compatto di amici, mi sia entrato dentro in questo modo.
Budapest non è più una città molto diversa dalle cittù più occidentali, a oltre vent'anni dal crollo dell'Unione Sovietica il comunismo è un lascito smaltito, anche se non tutti l'hanno digerito. Dire che è una città simile alle altre però sarebbe un errore grave.
Tutto è diverso.
La colazione la mattina non si può fare al bar, concedendosi quel lusso che noi italiani tendiamo a goderci come occasione di socializzazione o piacevole inizio di un incontro di lavoro. Le brioche fresche ci sono, ma sono sovradimensionate. Il loro ripieno del resto è forse meno ricco di quelle napoletane! In ogni caso mi è capitato di dividere in tre colazioni una stessa brioche, tanto era grande e pesante!
Ordinare un cappuccino da un chiosco è una prova da fare, se siete temerari e vi va di sperimentare qualcosa che non ha assolutamente niente del sapore di caffè con aggiunta di latte! Se amate il caffè dolce, non metteteci lo zucchero! Lo troverete infatti già molto dolce. Per me che il cappuccino e il caffè li prendo senza zucchero, questa bevanda è entrata nell'elenco deli liquidi più dolci che ho ingerito nella vita. C'è di positivo che potete berlo anche alle tre del mattino, persino se soffrite d'insonnia: il potere di tenere svegli è inesistente. Altro dettaglio: a Budapest i supermercati non aprono alle 8 e nemmeno alle 9. I battenti aprono alle 6 di mattina e chiudono alle 20 o alle 21, ma anche alle 22.30, alle 24 o...MAI. Sono infatti numerosi i supermarket 0-24 e non mi riferisco solo agli esosi negozietti di delicatesse, ma anche ai normali punti vendita TESCO.
Quando vi dirigete a fare acquisti, preparatevi! I venditori non sono persone gentili, di solito! Scordatevi la commessa gentile, pronta a farsi in quattro per darvi consigli e mostrarvi tutta la merce di vostro potenziale interesse senza però farvi sentire la pressione di chi vuole vendere ad ogni costo. Tenetevi pronti ad un sonoro grugnito se chiederete un solo panino in panetteria o ad un espressione di totale diniego se pronuncerete una parola in modo non impeccabile. E, se andate al mercato, cercate di portarvi una borsa capiente: potrebbero lasciarvi a vagare con un cavolfiore in una mano e una bustina con le arance nelle altre (Storia vera: successe a mia madre che quando venne a trovarmi la prima volta decise prendere il necessario per farmi un minestrone!).


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