venerdì 22 marzo 2013

Tartacronaca Nr.17: Budapest, AAA vetrinisti cercasi

Le vetrine ungheresi sono una meraviglia, meriterebbero un libro. Temo tuttavia che non lo leggerebbe nessuno e io sono troppo pigra per fare uno sforzo a perdere; un post è meno impegnativo e forse almeno un paio italiani che hanno vissuto a Budapest lo guarderanno (il mio migliore amico e una mia ex collega, oltre a un signore analfabeta che costringo a leggere tutto quello che scrivo, a voce alta, così posso prendere sonno mentre lui ripete "bababababababababa lllllll bababa". La elle sa leggerla, il resto lo trasforma nella sua sillaba preferita, ba).

Frutto delle notti insonni di un team di designer tra i più talentuosi e modaioli, le vetrine dei negozi di Budapest puntano alla valorizzazione del tutto a scapito dell'esaltazione, e della visibilità, del singolo prodotto. Ecco allora scaffali straripanti, riempiti svuotando scatoloni interi di oggetti di varia specie, lasciandoti poi in una disposizione di finto disordine. Un'aggiunta di polvere assicura l'effetto 'vissuto'. Su tutto, dei semplici orpelli secondo lo schema temporale:

- da novembre a febbraio: per il Natale via libera a fili dorati, palline sparse e altri decori natalizi. Se capita anche neve spray, meglio se annata 12 a.C;
- da febbraio a marzo: misto di addobbi natalizi e coriandoli,
- marzo-aprile: è (finito il) Carnevale! Su tutto abbondanti dosi di stelle filanti, trastullo ormai dimenticato dai bambini di tutto il mondo, sfruttato alla grande dai vetrinisti magiari;
- aprile: per la Pasqua i coniglietti e le uova dipinte si insinuano tra i rimasugli di coriandoli, ormai impossibili da rimuovere perchè incollati dalla neve spray ammuffita,
- maggio: periodo ibrido. I vetrinisti si concedono un po' di meritato riposo e al massimo danno sfogo a qualche spunto creativo. Compaiono rose, farfalle (finte), falene (queste ultime vere, cadute dai neon) e i primi richiami alla prossima stagione estiva.
- giugno - settembre: Budapest si trova in Europa continentale. Le vetrine no. Se volete andare in spiaggia nella capitale ungherese, intrufolatevi in una vetrina. A coprire la distesa di oggetti, alcune nutrite manciate di sabbia. Sopra, il delirio per confondere il consumatore: ombrelloni, formine da spiaggia, occhiali di plastica, vari gonfiabili, flip flop. Scatta la sfida: indovina cosa vende il negozio e ti regaliamo un buono acquisti. Per ora non ha mai vinto nessuno.
- fine settembre- ottobre: Halloween non è molto festeggiato in Ungheria, ma rappresenta lo stesso una ghiotta occasione per far rotolare in vetrina alcune zucche decorate e aggiungere varie decorazioni, meglio se spaventose e un poco ripugnanti. Il cliente apprezzerà di più i prodotti, per contrasto.
- Inizio novembre: il negoziante è felice: quest'anno non spenderà molto per gli addobbi natalizi. Basterà ravvivare un poco il sobrio pastone di neve spray, coriandoli, fiori e sabbia. Alcuni non resistono e ci condiscono gli spaghetti.

Questo schema temporale si applica alle varie tipologie di negozio.
Ecco alcune distinzioni principali:
- negozio di abbigliamento: massimo divertimento dei vetrinisti è quello di far interagire i manichini con gli addobbi. Ed ecco quindi nascere geniali e probabilissimi scenari di persone con le mani piene di palline natalizie, o che portano quasi a mò di guinzaglio strani addobbi carnevaleschi colorati. Difficile osservare un outfit per via dei nastri e i cappelli alla Arlecchino aggiunti quà e là;

- negozio di generi vari: tutto in vetrina. Tutto. Anche lo yogurt (spero vuoto e lavato!), persino la farina. Ovvio che ci sia posto anche per il detersivo per i piatti, la polvere per la lavatrice, la maionese, il pane, le gomme. Tutto, ho detto tu, no? Immancabile quindi, la polvere. A tonnellate. Attenti, siete di fronte alle vetrine migliori. Se guardate bene, potreste trovare oggetti che avete perso al mare da piccoli e non avete mai dimenticato;

- n.d -  negozi impossibili da catalogare: ne troverete ovunque. A prima vista scambiabili per sexy shop per l'assurdità di certi vestiti che nemmeno una prostituta metterebbe (perchè vendersi può essere accettabile, per qualcuno, ma buttarsi via, quello no!), vendono anche fermagli per capelli da bambina. A ben guardare ci sono anche biscotti per la colazione e accendini. I detergenti no, quelli li trovi nei negozi di generi vari.

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