mercoledì 27 dicembre 2017

Lettera agli obiettivi 2017

Cari obiettivi 2017,

eravate come gli amici dovrebbero essere, secondo la saggezza popolare: pochi, ma buoni.


Per vostra sfortuna, tuttavia, miei cari obiettivi 2017, tendo a privilegiare la quantità.
Per infilarne almeno un paio avrei dovuto disporre di obiettivi in quantità: e invece.
Concentrarsi va bene, ma il 31 dicembre del 2016 ero peggio del succo di pera 100%. Scrivevo (su Instagram, ma su questo meglio sorvolare, ché non mi fa proprio onore): 
"Mi auguro un anno di libri e di scrittura, di deragliare meno dai miei interessi primari e di pagare la luce* con il necessario anticipo" 



Sì, d'accordo e poi? Una volta a scuola mi assegnarono questo voto: "È pochino". Avevo scritto una sola frase, ma molto bella. Come Montale e Quasimodo, ma con minor presunzione.
Me la presi a morte per quel giudizio e diventai una prolissa (se hai letto "una platessa": va tutto bene).
Tuttora farmi postare un Tweet è come chiedere ad Omero di compilare una lista della spesa.
Quest'anno ho letto poco e scritto ancora di meno. L'obiettivo, forse, era troppo vago.
Sta di fatto che mi è tornato in mente una sera in cui faceva freddissimo e stavo correndo sul viale elegante di Budapest. Mi sono apparse ben impresse a lettere d'oro le parole "meno fuffa", che avevo scritto in quel proposito di fine anno. La fuffa, già. E il romanzo da riscrivere, i racconti lasciati a marinare sotto sale, la guida iniziata 3 anni fa, la storia nuova che ho iniziato l'estate scorsa.
"Miseria - mi son detta - è il 30 novembre e non ho fatto una mappa!".
"Perlomeno, in effetti, ho sfatato questo mito del limitare gli obiettivi a due o tre principali". Magari per me questa cosa del ridurre non funziona!

Gli amici, ad esempio, sono una cosa favolosa, perché non averne tanti? Magari alternando quelli buoni ad altri meno affidabili, ma più simpatici? Alcuni possono pure essere dei lestofanti, alla fine mica te li scegli, gli amici, capitáno. Ho messo l'accento, ché dubito tu sia un Capitano (nel qual caso, i miei rispetti). Pensavo che concentrandomi su pochi obiettivi li avrei centrati. D'altronde non lo dico io, ce lo insegnano gli esperti del "chi fa da sè fa per tre".  I guru che vi intasano la casella di posta elettronica con i consigli su come organizzare il lavoro e vivere la vostra vita in armonia. Gli autori di "Meno è di più", una delle migliori serie tv in hasthag mai prodotte. Ricordiamo che "#Lessismore: il risveglio del gatto" ha superato il fantastiliardo di visualizzazioni. Sarà un caso.
Dissemino foto a caso scattate nel 2017: questa è Foligno

Gli amici capitáno (sic), gli obiettivi si scelgono.
I miei, per il 2017, si concentravano nella frase: "basta cazzate, ora scrivo".
Visto come è andata, per il 2018 spero che la mia lista di obiettivi assuma la forma di quella del 2015 e del 2016. Un fiasco di vino. No, scherzo. La lista del 2015 e mi pare anche quella del 2016 constavano di un solo importante punto.

- Smettere di fare liste di obiettivi.

Quelli sono stati forse gli anni in cui ho scritto di più, o almeno quelli in cui il mio scrivere ha preso una forma organizzata. Ora non dico niente. Nel 2017 ho scritto poco, pochissimo. Eppure del 2017 mi ricorderò per sempre, del 2015 non rammento niente di specifico. Tranne la disciplina che mi davo ogni notte e quelle favolose ore nella finestra di un cafè da cui non ti vede nessuno. Ancora non ho capito cosa voglio.
Il mio obiettivo primigenio, almeno, resta fermo e lo soddisfo ogni anno, che compili liste o anti-liste.

Confondi il prossimo tuo come te stesso. 

Conscia di esserci riuscita, mando Buon Natale a chi vuole e tanti saluti a chi non vuole.


E Buon Natale anche a te.
Non  ci sei da 10 anni, ma sei la mia guida, ogni singolo giorno.



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