lunedì 20 dicembre 2010

Di passione in professione: i dubbi di una notte fredda


Poco più di un anno fa ho deciso di intervistare il mio primo insegnante di teatro, che di lavoro fa il professore di italiano alle superiori. Giovane e simpatico, oltreché belloccio, gode dell'ammirazione degli allievi, con cui instaura bellissimi rapporti. A molti anni dai miei corsi di recitazione con lui, ho ripescato il suo numero di telefono e sono andata ad intervistarlo, a poche ore da un suo spettacolo.
Ho così avuto modo di vederlo all'opera nel preparare la messa in scena di una trama composita e ricca in scenografie. Un lavoro gigantesco. Che non era un lavoro.
"Certe cose le fai per passione. Per quale lavoro staresti anche 13 ore di fila senza sosta, faticando sotto il sole?" mi ha spiegato Giacomo. Lui la pensa così. E forse ha ragione. Perchè inquinare una passione con i numeri della busta paga, le percentuali dei contributi, le gelosie con i concorrenti, le scadenze da rispettare ad ogni costo e via dicendo?
Se da un alto sono d'accordo, realizzo anche che è dura coltivare una passione nel tempo libero. Specie se è un hobby che richiede costanza e che riveste per te un'importanza vitale. Scrivere vuol dire fatica. Nella mia concezione di tempo libero la fatica...fa fatica ad entrare. Considero la corsa un'ottima attività da relax, proprio perchè non la trovo stancante. Scrivere, e anche leggere, impegnano molto di più, data la concentrazione che devi usare per respingere tutti i pensieri liberi che confluiscono come api al miele sul cervello aperto agli stimoli. Una sfida attraente, ma anche estenuante. Implica la capacità di imporsi una rigida disciplina, come faceva Truman Capote. Spero, nel 2011, di arrivare ad impormela. Senza paura di sgarrare, la creatività non ha la leva obbligatoria e ama stare senza vestiti.
Devo aggiungere, però. che a me scrivere due ore al giorno non basta. Sarebbe come imporre a tutti di respirare solo 20 ore al giorno. Sono molte, ma non sufficienti.

Per questo anni fa ho deciso di cercare di fare in modo di dover scrivere per lavorare.

Visto che bisogna lavorare per vivere...

Nessun commento:

Posta un commento