lunedì 12 ottobre 2009

Addio all'Università di Firenze, con affetto


Domani sarà il gran giorno per me, quello della mia laurea. Una data più importante di quella dell'esame di maturità, perché carica di significati molto diversi. Se il diploma è stato sinonimo di liberazione, la laurea lo è di soddisfazione. La ciliegina sulla torta di tre begli anni di università, ben diversi l'uno dall'altro e fondamentali per la mia crescita. Il primo, con il distacco da casa, la difficoltà nel fare conoscenza, i dubbi e le delusioni, finito con un gran corsa per essere in pari e conquistare una media alta. Il secondo con il lavoro e il tirocinio in radio, ma anche con le prime vere sofferenze della vita, prima fra tutte la scomparsa di una persona importante. Il terzo si riassume in una parola: Erasmus. Un anno di università a Budapest invece che a Firenze, con tanto di lavoro bellissimo e gratificante in un ufficio dove ho conosciuto persone meravigliose. Poi il ritorno alla realtà e i tanti problemi di questo periodo. La decisione ostinata di laurearsi ad ottobre, a ogni costo. Un'estate sacrificata alla scrittura e adesso eccola qui, accanto a me, rilegata in nero con le scritte argentate: la mia tesi. Come è intuibile l'ho dedicata all'Ungheria e ne vado molto orgogliosa. Un bel lavoro. Sudato, soprattutto, visto che l'ho scritto nei mesi più caldi dell'anno! Adesso sono qui, in biblioteca. Sto per mettere via questi tre anni, che mi faranno da trampolino di lancio. Cosa mi mancherà dell'università di Firenze quando tra tre giorni sarò in quella di Roma per la specialistica?
Mi mancheranno le mia amiche, con cui ho condiviso ore e ore di studio, a volte fino a tardi dopo cena. Il bar del polo di scienze sociali di Novoli, con le bariste gentili e premurose che, con una pazienza rara, ci accontentano dalle 8 del mattino alle sette di sera servendoci cappuccini, brioshe prelibate e ottimi pranzi veloci. Forse non troverò una biblioteca così bella, con le scrivanie singole super accessoriate. Chissà se la mensa sarà così varia e così buona come quella di Novoli, di cui avevo nostalgia anche in Ungheria. Poi ci sono i palazzi che conosco come le mie tasche in cui mi manca solo di farci la doccia, tanto li ho vissuti ad ogni ora del giorno, in tutte le circostanze. Adesso poi c'è anche il bar che fa gli yogurt con la frutta! Novoli mi mancherà, a parte il panorama con il palazzo di giustizia, opera ancora in realizzazione, versione moderna del castello di Dracula. Mi mancherà dire "Ci troviamo al D5, così poi si va a lezione al D4 insieme!". Entrare nel D6 pensando che sia il D5 e non capire perché non ci siano anche un D2 e un D3. Andare a lamentarmi con le portiere perché non mi funziona il pass della biblioteca e sentirmi rispondere: "Sarà difficile che tu entri se passi la tessera della Coop!" Vivere con la piacevole sensazione di essere monitorata in ogni mio spostamento grazie al mio grappolo di tessere universitarie...sono cose a cui ci si affeziona! Ad essere sincera all'Università di Firenze mi sono trovata bene. Ho avuto professori in gamba e non ho risentito della lentezza dell'amministrazione spesso lamentata da altri studenti. Tutto regolare. Mi avvio verso la laurea quindi e spero che all'Università Sapienza di Roma mi troverò almeno altrettanto bene.

Nessun commento:

Posta un commento