Poco più di un anno fa ho deciso di intervistare il mio primo insegnante di teatro, che di lavoro fa il professore di italiano alle superiori. Giovane e simpatico, oltreché belloccio, gode dell'ammirazione degli allievi, con cui instaura bellissimi rapporti. A molti anni dai miei corsi di recitazione con lui, ho ripescato il suo numero di telefono e sono andata ad intervistarlo, a poche ore da un suo spettacolo. Ho così avuto modo di vederlo all'opera nel preparare la messa in scena di una trama composita e ricca in scenografie. Un lavoro gigantesco. Che non era un lavoro. "Certe cose le fai per passione. Per quale lavoro staresti anche 13 ore di fila senza sosta, faticando sotto il sole?" mi ha spiegato Giacomo. Lui la pensa così. E forse ha ragione. Perchè inquinare una passione con i numeri della busta paga, le percentuali dei contributi, le gelosie con i concorrenti, le scadenze da rispettare ad ogni costo e via dicendo? Se da un alto sono d'accordo, realizzo...
NB: è tutto inventato a questo mondo. Figurati su questo blog.