Passa ai contenuti principali

Post

Visualizzazione dei post con l'etichetta pensieri

Mille camomille

"Interessante come decidi di non funzionare a dovere proprio quando mi serviresti di più." dissi al mio cervello un sabato mattina di un mese che non vi interessa davvero sapere quale fosse, di cui non ho intenzione di dirvi il tempo atmosferico in quanto non aggiungerebbe nulla alla mia narrazione. "Guarda che sei tu a ragionare male, o meglio a tenermi a riposo." "Ammetto di non capire le tue parole. Sei tu che pensi, io agisco di conseguenza, cervello mio!". "Ti faccio un esempio, capirai meglio. Adesso stai dialogando con me, che sono il tuo cervello. Ammesso che questo abbia senso, perché lo fai parlando a voce alta? Credi che io abbia le orecchie?". "No, ma se lo desideri puoi provare le mie, funzionano fin troppo bene." risposi io, rischiando di divagare per vantarmi delle prodezze del mio udito, in effetti quasi prodigioso. Bene, adesso che ho accluso queste informazioni così poco essenziali ve lo dico. Era marzo, le nuvol...

Di palo in frasca

Non si finisce mai d'imparare. Quand'è che si comincia a dormire quindi? Solo quando si sarà imparato che dormire serve ad imparare. Da questa mia deduzione capisco di non aver ancora imparato alcunchè nella vita, o molto poco. Per esempio, ricordo che bisogna fare solo una cosa alla volta e mi sforzo ogni giorno per ampliare la mia capacità di fare molte cose in un colpo solo. Forse faccio in questo modo confusa da insegnamenti contraddittori. Quando vai a fare il cameriere per le prime volte, infatti, invece di insegnarti a pelare le patate senza lasciare mezzo tubero attaccato alla buccia, ti intimano di non fare viaggi a vuoto con i piatti. Uno per mano e almeno uno per avanbraccio. Le dita sono perfette per infilare almeno sei calici. La cestina del pane puoi portarla senza l'uso di arti, se riesci a soffiarci sotto con abbastanza vigore da farla arrivare in cucina. Tutto questo mentre prendi le ordinazioni dei clienti appena arrivati e raddrizzi l'inutile vaso di ...

Fuga dall'inverno

Vento, neve, gelo e la quercia se la ride. Le ghiande torneranno e il solletico non lo soffre più Ce la puoi fare anche tu occhi di ghiaccio, quest'inverno dura da stagioni: almeno adesso non è solo per te. Ti senti forte, si vede, ma ricorda che la quercia è vecchia i secoli il tronco gli strati la corteccia corteccia vera naturale non il tuo intonaco di smalto basta un ago di pino a scalfirlo. graffi ti faranno male occhi di cristallo. Dolore senza parole, abitudine perduta. Lacrime dimenticate, rumori soffusi, sogni distratti. Ecco che arriva il ricordo, come una freccia. Un fiotto di dolore. Ma è tutto vero? Sì. Quelle parole che rileggi per caso erano le sue e lui non se ne è andato resta con te, mutato. Sopportarlo è peggio che piangerne la perdita. Questo mi hai detto occhi di bugia ubriaco di pensieri Forse hai ragione in teoria, ma prendi questo dono usalo. Cresci. La realtà tornerà, ti rincorrerà e sempre sempre sarà più veloce di te. Claudia