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Giorno 25: Where do you wanna go for your Birthday, Dad?

Giorno 25: oggi il capo della Protezione Civile, l'uomo dalle cui possenti labbra pendiamo in 60 milioni, ci ha dato il buongiorno anticipando che probabilmente ci faremo anche il primo maggio, a casa. Provando a immaginare il futuro difficile non evocare paesaggi lunari, scenari post apocalittici e risorse economiche da dopoguerra. Bene, molto bene. Un piede in un paese sull'orlo del tracollo economico, l'altro in una nazione che sceglie di farsi additare come dittatura, mi sento un po' persa, nonostante stia camminando in uno spazio limitato e ben chiuso, quel tetto con cui vi ho ingrossato delle parti basse già portate quasi al pavimento dalla quarantena. Oggi era il compleanno di mio padre. Sul tavolo con la colazione gli avevo scritto le opzioni per la giornata: andare al mare, pranzo al ristorante, cena al ristorante, passeggiata in un borgo, cinema o film in casa. Ha barrato l'ultima casella e così anche oggi siamo rimasti a casa.
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Giorno 24: I made a friend

Giorno 24: oggi ho fatto amicizia con una ragazza simpatica. Sapete quelle persone con cui attaccate bottone per caso, in un crescendo di cose in comune, per poi avere la sensazione di conoscervi da sempre? Ecco, è andata così. Una persona dagli occhi magnetici, capelli folti e neri. Le servivano informazioni e io ero entrata alla conferenza stampa già al mattino, sapevo tutto. La cartella stampa era rossa come il suo tailleur. Se ne vedono di rado, donne giovani in tailleur. Viene fuori che ha fatto anche lei Media & Giornalismo. Abbiamo avuto tutte e due quel vetusto professore, ne ridiamo, e anche il professor Xxxxx, già il professor Xxxxx, però, il professor Xxxxx. Insomma, anche in quarantena, nascono belle amicizie e chissà che non si possa anche lavorare insieme! E no, invece, non si può. Mia mamma mi ha svegliata prima che ci scambiassimo i contatti, le goccioline, vai a metterti le gocce agli occhi. Non ho commentato, ma lei ha capito. "Che ho interrotto stavolta?&q…

Day 23: God save my fennel

Giorno 23: dalla foto sembrerà che sia stata al mare o in riviera. La triste realtà è che sono scesa a far partire il motore della macchina prima che le venga una carenza d'affetto. Questa sera il primo ministro ha annunciato che le restrizioni e insomma lo "statte a casa" sarà prorogato almeno fino al 13 aprile e che la Pasqua rimane fissata per il 12. Come farà a risorgere, dovrà fare tutto al chiuso, poveraccio. In pratica a Pasquetta la FI-PI-LI sarà un blocco unico, per non parlare delle altre strade. Avrebbe anche potuto dire "domani tutti fuori, è vietato stare a casa" e, tre sudati secondi dopo, esclamare "Pesce d'aprile!" Ma diciamoci la verità, signori, se Conte avesse detto, il 4 aprile "tana libera tutti", ve la sareste ben fatta sotto. Siete mica pronti, ora, a tornare alla vita normale. Al contatto umano, agli sguardi. Ad essere onesti non sarete pronti nemmeno il 13 aprile, ma tanto bisogna vedere cosa sarà riaperto, d…

Day 22: making biscuits

Giorno 22: oggi, al culmine della follia, ho fatto dei biscotti. Cinque di numero, ovviamente senza zucchero - anche volendo, non ne teniamo in casa -, senza carne, nè legumi, senza soya, senza pesce, senza creme testate sugli animali, senza lattosio, senza creme non testate sugli animali e purtroppo anche senza l'olio di palma che presumo sia il segreto di quelli industriali. Per ora li teniamo in una ciotola per decorazione, ma sospetto possano funzionare bene anche come arma, nell'improbabile caso che un ladro decida di farci visita. Mia madre, inoltre, mi sta gradualmente forzando a svolgere delle faccende. La mia indole ribelle fa sì che dopo un po' arrivi mio padre a salvarmi. Per asciugare i cocci ho spaccato contro una brocca un bicchiere che avevamo da oltre 40 anni. Dovremmo evitare le attività a rischio infortunio, in questo frangente, spero che mia madre se ne renderà conto prima di chiedermi altre assurdità. Mentre andavo in farmacia un vicino mi ha detto &quo…

Day 21: busy Fridays

Giorno 21: paradosso della quarantena, ho troppi inviti per venerdì sera. Dovrò sintonizzare il telefono italiano sul videoaperitivo, il cellulare ungherese sulla serata letteraria e connettere il computer al telefono per trasmettere il party della mia amica, purtroppo senza audio, avendo mesi fa rotto le cuffie dentro al computer per comunicare con dei turisti, in piedi a Oktogon. Mi manca Oktogon, mi manca Budapest. Ma torniamo agli impegni. Venerdì è anche il compleanno di mio padre (e della madre di Thomas GoodMan https://thomasgoodman.it, mago delle bolle e delle dirette notturne, che strizza l'occhio a Marzullo, ma è assai più simpatico e avvenente ). Quindi avrò da fare festa anche dal vivo, posso mica stare appartata mentre i miei genitori festeggiano da soli, sennò pare Natale! Oggi c'era un po' di tensione in casa Leporatti. Eufemismi a parte, ce ne siamo dette di tutti i colori. Per farsi perdonare qualche parola pesante, mia madre mi ha invitata a buttare la s…

Day 20: Rooftop tour guide

Giorno 20: indubbiamente ci si abbronza, a camminare sul terrazzo-tetto, tetto terrazzato (terrazza tettata non va bene). Oggi 16,7 km. Forse potrei fare la guida turistica sui tetti. C'è tutto un mondo, visibile solo dall'alto. Un ragazzo ha letto un romanzo tutta la mattina: oddio, dalla distanza da cui ero avrebbe potuto essere anche un vocabolario, un testo universitario o l'elenco del telefono di una grande città. Quanto era bello sfogliare gli elenchi, prima che li battezzassero Pagine Bianche? Dall'altro lato, una signora attempata mostrava al marito, col dito, i dintorni. Un'altra guida, forse. Il signore portava un beretto di un bel rosso acceso, di lana. Un po' pesante per la giornata calda che è stata. Non ho fatto molto altro che camminare lassù, ascoltando lezioni sul medioevo. Ho notato che qualche cane del circondario deve avere un disturbo intestinale, perchè lo portano fuori quelle sei-otto volte. Una lunga telefonata al mio amico a Budapest, s…

Day 19: the doorbell rang

Giorno 19: oggi è suonato il campanello. Fenomeno a dir poco raro, di questi tempi. Sguardi grevi di panico sono rimbalzati per la casa. Ho immaginato fosse la Polizia, oppure gli inquilini dell'ultimo piano, imbestialiti dopo che gli ho pesticciato sul tetto per oltre due ore stamani. Tra i due, decisamente preferibile la pula. Mia mamma ha preso il citofono. "Chiii??? No, non ho visto un signore basso." "Mamma, veramente quello di sotto è bassino..." "No, guardi, qui non c'è nessun signor Porcospino, arrivederci". E giù. "Mamma dici che erano ladri di appartamento?" le ho chiesto, fiutando lo scoop del sabato. Proprio oggi sul giornale ho letto che non ci sono più furti, ora che siamo tutti fissi di piantone e mi sono chiesta come facciano a mantenersi, i rapinatori professionisti. Ci fiondiamo in terrazza, pure mio padre, che di solito lascia la sua postazione di controllo della televisione solo per motivi gravi tipo la figlia rimast…