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Budapest, addio ai ponti

Ponte rosso malinconico inizio di un giorno stanco per i poveri costretti al cemento. Vigore sprecato dei cani a passeggio sbadigli a chi ha dormito all'addiaccio, con la coperta anco r a tirata sul volto una maschera dalla vergogna . Attese apatiche di un treno nemico verso la condanna umana del lavoro. I mendicanti non si alza no ancora. Schiavi di abitudini libere dal progresso. Ponte verde Vite impregnate Di odorosa cannella Le lamentele la fretta I modi sgarbati i caffè la senilità. Ponte bianco tribù mescolate, rumore di accenti che fracassano l'uno contro l'altro ventiquattrore svelte e tecnologia popolare sottopassaggi sporchi pianole, monetine e bugie. A pochi metri un panorama un po' rassegnato,  in cerca di un prezzo per il suo vasto splendore Ponte grigio sicurezza di leoni turisti indifferenti alle vite scorrono intralciando ricordi d'amore Il castello sorride al Parlamento, la città vecchia sorveglia quella nuova. Ponte a freccia ...

Vite nuove: inventarsi per sopravvivere e salvare l'arte

Se la disoccupazione sale, la creatività cresce. Una curva matematica necessaria per i giovani d'oggi, ormai esperti nell'inventarsi nuove professioni , a partire dai loro interessi e con il supporto della tecnologia. Momenti di svago e vita professionale si fondono, i tempi si fanno fluidi con un doloroso addio alle otto ore lavorative. Gli amici diventano spesso contatti utili per diffondere i propri prodotti o servizi. In realtà, già in passato sono stati numerosi gli esempi di professioni intraprendenti e spesso coraggiose, dalla dog-sitter, alla ragazza-torta per i party per arrivare al mitico uomo-sandwich del film The Sandwich Man (1966), uno dei simboli dell'allora nascente cultura pubblicitaria. Si trattava tuttavia di fenomeni rari, lavori per superare un periodo difficile o per mantersi gli studi. Soprattutto erano professioni comunque legate a degli schemi abbastanza classici: si leggeva un annuncio su un giornale o una bacheca e si rispondeva, per poi lavo...

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Mille camomille

"Interessante come decidi di non funzionare a dovere proprio quando mi serviresti di più." dissi al mio cervello un sabato mattina di un mese che non vi interessa davvero sapere quale fosse, di cui non ho intenzione di dirvi il tempo atmosferico in quanto non aggiungerebbe nulla alla mia narrazione. "Guarda che sei tu a ragionare male, o meglio a tenermi a riposo." "Ammetto di non capire le tue parole. Sei tu che pensi, io agisco di conseguenza, cervello mio!". "Ti faccio un esempio, capirai meglio. Adesso stai dialogando con me, che sono il tuo cervello. Ammesso che questo abbia senso, perché lo fai parlando a voce alta? Credi che io abbia le orecchie?". "No, ma se lo desideri puoi provare le mie, funzionano fin troppo bene." risposi io, rischiando di divagare per vantarmi delle prodezze del mio udito, in effetti quasi prodigioso. Bene, adesso che ho accluso queste informazioni così poco essenziali ve lo dico. Era marzo, le nuvol...

Il mio primo articolo su una rivista di moda

Elenco: cosa dovrebbero insegnarci a scuola se la scuola dovesse essere utile

Siamo ai tempi della scuola, anni di sbuffate potenti come monsoni. Li ricordo anche per la grande abbondanza di ore sprecate come fossero bucce d'aglio, lasciate cadere con noncuranza. Dovremmo andarci da vecchi a scuola, quando la vita sarà un tedio e la compagnia una rarità. Però ci andiamo da giovani, in teoria per imparare quello che ci serve a vivere come persone indipendenti, in pratica per imparare a leggere e poi dotarci di tutte le informazioni che la vita quotidiana non saprà darci. Così se vorremmo fare colpo su un ragazzo intellettuale potremmo far finta di ricordare che il filosofo Talete era anche un genio in geometria, ignorando quanto incerta sia l'attribuzione dei fantastici teoremi sui triangoli al filosofo greco. A questo punto una domanda sorge spontanea. O quasi. Impariamo tante nozioni, ma quasi nessuna di quelle fondamentali per apprezzare a pieno i Simpsons , perchè? Quante volte siamo costretti a ignorare la risata persa perché nel cartone animato de...

Una stellina in più

Oggi in cielo vedo una stellina in più ha brillato tanto sulla terra ora è pallida e calda ha volato leggera con i capelli soffici gli occhi due gocce di bosco. Una quercia esile come uno stele robusto. Tu non sentivi, ascoltavi. Gli hai dato un secolo, quasi al mondo mancherai. Era il tuo momento ma al mondo mancherai lo stesso. Claudia Ps: grazie, ti porterò con me.