Passa ai contenuti principali

Post

TARTACRONACHE D'ESTATE

Tartacronacando

Tartacronaca Nr.18: al mercato delle offese

I miracoli succedono anche a Budapest. Perché no in fondo? Vero, di solito prediligono luoghi piccoli e poco frequentati, meglio se abitati da persone poco acculturate e propense a distinguere la VM in una macchia solare bianca con leggere sfumature azzurre, ma tutti fanno delle eccezioni, anche i miracoli. I tonni, i tonni no, non decidono mai di andare a spasso fuori dall'acqua, così se mi innamorassi di un tonno non potrei nemmeno avere la consolazione di cercarlo tra la folla del venerdì sera. Stamani mi è successo un miracolo che mi ha stupito assai più di un'eventuale discesa della beata vergine Maria, degli angeli e di tutti i santi che in ogni tempo le furono…graditi (e questa storia dei santi che gradiva mi ha dato tanto da pensare quando frequentavo la chiesa, ma tanto, giuro). Ero al mercato, dove di solito mi carico di tutta la mia sicurezza per chiedere ciò che desidero portarmi in ufficio. Sfortuna vuole che il mio stomaco abbia forti limiti in fatto di fantasi...

Tardi

Pensandoti diverse volte negli anni ho immaginato mentre camminavo di incontrarti,  riconoscere il tuo tra i volti senza ricordi che incontro tra i viali intasati di valigette.  All'aeroporto tra le tante lingue sentire la tua,  nuotando al largo,  scambiarci nel correre sulla pista: tu che vai verso sud,  io incontro all'estremità opposta.  Un giorno ho capito che non era vero,  avevi promesso così come si soffia su una margherita:  per gettare aria fuori  carezzare una guancia con il vento.  Smettere di credere fa bene,  i sogni son tutti spariti,  resta mica l'illusione, l'aspettativa.  Cosa succede è bene,  ché non accade non è mai stato,  nemmeno nella testa e non manca.  Alzare la testa per le vie: facile, adesso,  mi vien quasi un colpo questa mattina quando appannato vedo te.  Di chilometri tanti ne ho messi dal tuo ricordo,  non tr...

Budapest sopra ai ponti

Ponte rosso malinconico inizio di un giorno stanco per i poveri costretti al cemento. Vigore sprecato dei cani a passeggio sbadigli a chi ha dormito all'addiaccio, con la coperta anco r a tirata sul volto una maschera dalla vergogna . A p atiche attese di un treno nemico verso la condanna di sempre I mendicanti non si alza no ancora. Schiavi di abitudini libere dal progresso. Ponte verde Vite impregnate Di odorosa cannella Le lamentele la fretta I modi sgarbati i caffè la senilità. Ponte bianco tribù mescolate, rumore di accenti l'uno contro l'altro ventiquattrore svelte e tecnologia popolare sottopassaggi sporchi pianole, monetine e bugie. A pochi metri un panorama un po' rassegnato,  in cerca di un prezzo per il suo vasto splendore Ponte grigio sicurezza di leoni turisti indifferenti alle vite scorrono intralciando ricordi d'amore Il castello sorride al Parlamento, la città vecchia sorveglia quella nuova. Ponte a fre...

Tartacronaca Nr.17: Budapest, AAA vetrinisti cercasi

Le vetrine ungheresi sono una meraviglia, meriterebbero un libro. Temo tuttavia che non lo leggerebbe nessuno e io sono troppo pigra per fare uno sforzo a perdere; un post è meno impegnativo e forse almeno un paio italiani che hanno vissuto a Budapest lo guarderanno (il mio migliore amico e una mia ex collega, oltre a un signore analfabeta che costringo a leggere tutto quello che scrivo, a voce alta, così posso prendere sonno mentre lui ripete "bababababababababa lllllll bababa". La elle sa leggerla, il resto lo trasforma nella sua sillaba preferita, ba). Frutto delle notti insonni di un team di designer tra i più talentuosi e modaioli, le vetrine dei negozi di Budapest puntano alla valorizzazione del tutto a scapito dell'esaltazione, e della visibilità, del singolo prodotto . Ecco allora scaffali straripanti, riempiti svuotando scatoloni interi di oggetti di varia specie, lasciandoti poi in una disposizione di finto disordine. Un'aggiunta di polvere assicura l...

Tartacronaca nr.16: Lehet jönni! (disordini ordinari in un supermercato di Budapest)

Una bottiglia di rosso, due cartoni di latte al cioccolato e un litro di tè alla mora: il tipo che mi precedeva nella breve fila all'unica cassa aperta nello Spar di Nyugati alle nove e trenta di sera si preparava a una gran serata. Immaginai di chiedergli come intendesse procedere: avrebbe guastato prima il vino o la bevanda da bambini? E, tanto per sapere, prevedeva di mettere in corpo anche qualcosa di solido, oltre a quel miscuglio poco invitante? Forse aveva i figli da guardare la mattina seguente e voleva accoglierli con una colazione decente, ma in casa teneva solo i biscotti perché lui, padre divorziato da alcuni anni e discreto bevitore, il latte non lo prendeva. Nella spiegazione trovava posto anche il tè alla mora, perfetto per la merenda di metà mattinata. Quella serata solitaria, invece, l'avrebbe ammazzata col vino, che gli avrebbe dato una mano anche a tollerare il freddo inatteso di quella notte di marzo poi ricoperta da una nevicata sempre più intensa. Contin...

Tartacronaca nr.15 - Decalogo per la sopravvivenza di una tartaruga in Ungheria

al mercato, cambiare banco ogni giorno: se diventi cliente fisso sei automaticamente da maltrattare e da servire con le mele peggiori e le arance ammuffite. Per una tartaruga, che si nutre di insalata e di frutta,  è un  dramma senza eguali; se vuoi ottenere piena attenzione da un interlocutore locale parla dei tuoi acciacchi, degli incubi che fai la notte o, in generale, LAMENTATI: le tartarughe magiare sono ghiotte di dettagli negativi; riconsidera il tuo modo di pronunciare la zeta, altrimenti non sarai credibile quando ordini la pizza o prendi un treno per Zalaegerszeg; se ami spostarti in fretta, procurati dei trampoli: ti serviranno in metropolitana, per poter superare le persone sulle scale mobili: stanno fermi su entrambi i lati del gradino e si spostano solo venendoti addosso, sbuffando; in caso di pioggia intensa, resta in casa. Se proprio devi uscire, non cercare riparo camminando vicino ai muri dei palazzi. Le grondaie in Ungheria non sono ancora state import...