Passa ai contenuti principali

Post

TartaBruscoli di vera vita inventata (1)

IN BIBLIOTECA Mi piacciono molto le biblioteche, ma alla Biblioteca Emanuele Pentito (nome di fantasia) non vado volentieri. Purtroppo è l'unica abbastanza vicina al mio posto di lavoro a disporre di libri in italiano e ad ordinarne spesso di nuovi. O di vecchi, ma diversi da quelli che avevano prima di ordinarne altri. Se vi interessa saperlo io non ho un lavoro (anzi "una lavoro", come dice la mia amica immaginaria più recente), ma scelgo dei luoghi di lavoro credibili e la mattina mi vesto come una che lavora, mi reco fino alla porta del posto scelto e leggo per alcune ore. Vado a fumare con i dipendenti di quel palazzo, saluto, converso, vado alla posta e, ogni tanto, in biblioteca. In quella biblioteca che vi ho detto entro almeno due volte a settimana, ma con sommo fastidio. Le dipendenti sono gentili, anche per questo le detesto come solo si possono detestare le persone servizievoli (mi andava di mettere le parole proprio in questo ordine, se non vi piace q...

Tartacronaca Nr.20: indagini telefoniche

"Buongiorno, la chiamo dall'istituto XXX per chiederle di rispondere a un'indagine a fine statistico, essendo stata selezionata come parte di un campione di 5000 persone." "Dica." "Vogliamo sapere se ritiene che gli zainetti dei suoi figli siano troppo pesanti e possano danneggiare le loro schiene." Mi prendo un momento. Respiro. Ci sono, non la manderò da nessuna parte a svernare, le risponderò come se avesse fatto una domanda degna del mio tempo. Sono pur sempre una persona educata, o perlomeno una persona. Sprizzo di umanità da tutti i pori, tranne da quelli occlusi dallo smog dei miei anni vissuti lungo l'autostrada vicino a Firenze, ove, per la cronaca, non facevo niente di quello che si vede talvolta fare nelle piazzole di sosta autostradali, ma vivevo, in una casa come tante, anzi piuttosto bella, con il portico di pietra. "Sarò lieta di rispondere al suo interessante sondaggio, signorina…?" "Matilde." "M...

TARTACRONACA Nr.19: quanto mi manca Milano

Eppure qualcosa mi manca. Cedo, ma solo perché tanto non legge nessuno: ci sono momenti in cui ho nostalgia di Milano. Va bene, ho esagerato. So che non ci tornerei nemmeno avessi perso nove dita e potessi ritrovarle incollate alle mie mani sono nel capoluogo lombardo, ma sono un essere umano anche io e dopo aver lasciato qualcosa tendo a ricoprirla nella memoria con un'eterea nuvoletta del colore dello zucchero filato e a percepire un'atmosfera dolce e romantica quando ci ripenso. Poi comunque io a Milano ci vado spesso e mi bastano quindici secondi sulle Ferrovie Nord o in metropolitana per ricordarmi che se non è poi tanto male è solo perché ci sono posti peggiori e qui mi fermo prima di offendere qualcuno di Roma. Quando vivevo a Milano facevo più barchette di carta , questo sì. I volantini li distribuiscono anche a Budapest, intendiamoci, ma non arrivano a infilarteli in borsa o ad approfittare di uno sbadiglio non coperto per infilarteli nel cavo orale contro la tua vol...

TARTACRONACHE D'ESTATE

Tartacronacando

Tartacronaca Nr.18: al mercato delle offese

I miracoli succedono anche a Budapest. Perché no in fondo? Vero, di solito prediligono luoghi piccoli e poco frequentati, meglio se abitati da persone poco acculturate e propense a distinguere la VM in una macchia solare bianca con leggere sfumature azzurre, ma tutti fanno delle eccezioni, anche i miracoli. I tonni, i tonni no, non decidono mai di andare a spasso fuori dall'acqua, così se mi innamorassi di un tonno non potrei nemmeno avere la consolazione di cercarlo tra la folla del venerdì sera. Stamani mi è successo un miracolo che mi ha stupito assai più di un'eventuale discesa della beata vergine Maria, degli angeli e di tutti i santi che in ogni tempo le furono…graditi (e questa storia dei santi che gradiva mi ha dato tanto da pensare quando frequentavo la chiesa, ma tanto, giuro). Ero al mercato, dove di solito mi carico di tutta la mia sicurezza per chiedere ciò che desidero portarmi in ufficio. Sfortuna vuole che il mio stomaco abbia forti limiti in fatto di fantasi...

Tardi

Pensandoti diverse volte negli anni ho immaginato mentre camminavo di incontrarti,  riconoscere il tuo tra i volti senza ricordi che incontro tra i viali intasati di valigette.  All'aeroporto tra le tante lingue sentire la tua,  nuotando al largo,  scambiarci nel correre sulla pista: tu che vai verso sud,  io incontro all'estremità opposta.  Un giorno ho capito che non era vero,  avevi promesso così come si soffia su una margherita:  per gettare aria fuori  carezzare una guancia con il vento.  Smettere di credere fa bene,  i sogni son tutti spariti,  resta mica l'illusione, l'aspettativa.  Cosa succede è bene,  ché non accade non è mai stato,  nemmeno nella testa e non manca.  Alzare la testa per le vie: facile, adesso,  mi vien quasi un colpo questa mattina quando appannato vedo te.  Di chilometri tanti ne ho messi dal tuo ricordo,  non tr...

Budapest sopra ai ponti

Ponte rosso malinconico inizio di un giorno stanco per i poveri costretti al cemento. Vigore sprecato dei cani a passeggio sbadigli a chi ha dormito all'addiaccio, con la coperta anco r a tirata sul volto una maschera dalla vergogna . A p atiche attese di un treno nemico verso la condanna di sempre I mendicanti non si alza no ancora. Schiavi di abitudini libere dal progresso. Ponte verde Vite impregnate Di odorosa cannella Le lamentele la fretta I modi sgarbati i caffè la senilità. Ponte bianco tribù mescolate, rumore di accenti l'uno contro l'altro ventiquattrore svelte e tecnologia popolare sottopassaggi sporchi pianole, monetine e bugie. A pochi metri un panorama un po' rassegnato,  in cerca di un prezzo per il suo vasto splendore Ponte grigio sicurezza di leoni turisti indifferenti alle vite scorrono intralciando ricordi d'amore Il castello sorride al Parlamento, la città vecchia sorveglia quella nuova. Ponte a fre...