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La crisi del settimo mese

I numerologi di sicuro insisterebbero sugli influssi del numero sette, io mi limito a dedurne le proprietà chimiche. I gatti dopo appena sette vite tirano il calzino, la mamma dei nani deve aver fatto lo stesso dopo aver dato la luce a Cucciolo, altrimenti ne avrebbe prodotti ad oltranza, i peccati capitali sono sette e sette le camice che si sudano, non una di più, nè una di meno. Se non sbaglio, nelle relazioni si parla di crisi del settimo anno, o del settimo mese, non sono sicura.  Premesso questo, so' che dopo sette mesi di lontananza da Budapest la nostalgia si fa costante. Ci sto passando adesso, ma non è la prima volta.  I sintomi sono abbastanza evidenti: lucciconi davanti a ogni parola ungherese che mi capita di vedere, che sia il titolo del libro degli spartiti per il piano di un amico o uno scontrino rinvenuto sul fondo di una borsa che non usavo da tanto, sogni monotematici con sfondo danubiano, tendenza a rispondere al telefono in ungherese e pi...

Il questionario di Proust

Dal bellissimo blog del Mandarino a Orologeria della mia amica Antonella, riprendo il questionario di Proust, che aiuta a conoscersi meglio (dicono). Il tratto principale del mio carattere. Vado su e giù a una velocità impressionante La qualità che desidero in un uomo.  La simpatia La qualità che preferisco in una donna.  La simpatia Quel che apprezzo di più nei miei amici. ...la simpatia Il mio principale difetto. la simp...ehm, vorrei fare sempre quello che amo fare. La mia occupazione preferita. scrivere. E leggere. E correre. Il mio sogno di felicità. poter scrivere reportage da vari posti nel mondo, mentre nel resto del tempo scrivo libri. Bei libri. Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia. Perdere la persona più cara che ho. E le perle. Quel che vorrei essere.   Sempre occupata. Il paese dove vorrei vivere.  Se non in Italia, in Ungheria. Vorrei vivere a Parigi, ma è solo un sogno (dei più banali, per altro). ...

Puzzle

Da piccola mi piacevano i puzzle. Il primo me l'hanno regalato quando avevo circa cinque anni. Era un disegno della Sirenetta della Disney, con Ariel, tutte le sorelle, Re Tritone, Flaunders e, in basso a destra, il granchio Sebastian. L'ho composto e distrutto un'infinità di volte. C'era il giorno che decidevo di giocare a fare il puzzle e mi dedicavo a questa operazione per il tempo stabilito: dato che ne impiegavo sempre meno per portare a termine l'immagine familiare, aumentavo il numero di composizioni di ogni seduta ludica. Le passioni infantili si riflettono su quello che sarai da grande. E adesso infatti amo scrivere articoli dopo aver intervistato una o più persone. Un periodo dopo l'altro il pezzo prende forma, finchè non diventa una panoramica chiara ed esaustiva di un fenomeno, di un luogo, di un settore. Non è forse la soddisfazione più bella del mondo quella di partorire qualcosa, di comporre, di riordinare?

Anno spartiacque

Premessa : un motivo per amare il 2012 noi italiani ce l'abbiamo, a dispetto del substrato di paura che ci hanno regalato quegli spiritosoni dei Maya (dai, che un po' ci crediamo tutti alla storia della fine del mondo. Se l'ha intuito un popolo tra i più avanzati e intelligenti...volevano fare uno scherzone post-datato, fidatevi!). Finalmente siamo fuori dal 2011 e lo sapete che significa? NIENTE PIÙ VITA A TRE COLORI: IL 150ESIMO DELL'UNITÀ D'ITALIA È FINITO E NON TORNERÁ MAI PIÚ. Ho prenotato già un biglietto per il 31 gennaio 2060, vado all'estero per un anno (se sarò sempre tra i mortali), non reggerei al 200esimo !!! Anno spartiacque Wow, ne sono cambiate di cose dalla fine del 2011 a quella del 2012. Anche se alla fine mi ritrovo sempre a giocherellare con un sassolino camminando per una strada deserta e cercando un'idea per un articolo o un racconto. Il Capodanno, almeno, mi dispensa dal dovermi scervellare: le opzioni sono sempre due, scrivere u...

Il punto. I libri che mi sono piaciuti di più quest’anno (e tra parentesi il posto dove li ho letti)

Per la categoria libri che mi hanno fatto ridere, tra i super consigliati “Le particelle elementari” di Michel Houellebecq (treno, in Italia), anche se non è un libro per tutti, così come “Nuovo sesso cow girl” (a Budapest) del sempre geniale Tom Robbins. Spostiamoci su qualcosa di più romantico e  meno irriverente con “Kafka sulla spiaggia” (a Milano) di Murakami Haruki, gentile prestito della mia dolce compagna di blog Iasmin. Il libro che mi ha fatto viaggiare? Senza dubbio “Viaggio premio” (letto un po’ a Budapest, un po’ sul mare, in Toscana), mio primo incontro con il grande Julio Cortázar e appetitoso incrocio di personaggi che, credetemi, sono dei veri gioielli della letteratura. Voglia di un viaggio metafisico? Il miglior successo di Cortazár, “Il gioco del mondo” (Milano),   mi ha donato (al prezzo di otto dracme europee) cinque giorni di meravigliosa confusione mentale. Incantevole "L'ora di pietra" (Milano) di Margherita Oggero, una storia italiana, ...

Grosseto 2030: rapporto sullo stato della città

Grosseto, 2030. La cittadina toscana ha mantenuto alta la sua reputazione di centro all'avanguardia nella tecnologia, nello sfruttamento del turismo e nelle politiche a favore dei giovani. Attualmente sono ben 2 ogni cinque anni i neolaureati che scelgono di restare nel capoluogo maremmano, cui si devono aggiungere gli oltre 3 studenti che ogni due anni in media optano per una carriera a Grosseto. Una città di giovani e per i giovani, come sempre. Ricordiamo che in tanti anni sono stati appena due i locali notturni a chiudere i battenti e entrambi molto piccoli. La discoteca Gasoline , che per dimensioni faceva concorrenza all'Eden, nei pressi della stazione centrale (quali altre ci sono?!?) la cui vicenda travagliata l'ha portata prima a cambiare nome e poi ha chiudere del tutto è stata presto dimenticata, tanto che non ne rimangono tracce nemmeno nel web. Più sofferta la fine del Baracoa, locale a tema piratesco sito nella bellissima zona industri-artigianale grossetana...

La notte dei vorrei

"Ci risiamo, puff!" pensa la stella. Tra poche ore il cielo si farà buio e dovrà scegliere il momento per il grande tuffo. Fin lì, tutto andrà bene. Cadere le piace. Quel leggero senso di vertigine, la velocità che cresce tanto da far salire l'adrenalina persino a lei, a una stella, il fresco portato dal vento dalle compagne in picchiata a pochi milioni di chilometri di distanza...e quel magnifico panorama in movimento. Poi arriva la prima, subito seguita da un'altra. Per una manciata di secondi sono sostenibili, anche se irragionevoli e mastodontiche. Si mantengono tali finché non raggiunge punti visibili da quei premeditati ritrovi di creduloni illusi, per lo più composti da gente che ha deciso di allontanarsi per qualche ora dalla sala lotto-matica, per tentare la fortuna in modo più economico, ma non meno poco intelligente, per essere gentili. Talvolta le piacerebbe fermarsi ad ascoltare. Alcune richieste arrivano da anime belle e dolci, molto disilluse e anzi b...