Passa ai contenuti principali

Post

Tartacronaca Nr.4: a Milan-Summer Nightmare (Incubo di una notte a Milano d'estate): cosa si dice in giro

A Milano se ne se sentono tante , anche con questo caldo. Mi sono presa la briga di collezionare le più rappresentative, per offrirvi un rinfrescante momento di compassione verso chi ha passato agosto in questo infern...ehm in una bellissima città piena di musei a ingresso gratuito (libera citazione da TG sentito in un bar). A rileggerle, mi viene il sospetto di essermele inventate, se considerate che a Mainland non c'è nessuno in questi giorni e quindi non capisco dove ne abbia raccolte così tante. [Essendo una tartaruga non posso sorridere, altrimenti avrei apposto un simpatico smile :) per farvi capire che scherzo. Sapessi inventare così bene sarei altrove, a fare altro.] "MILANESATE AL MANGO" a Milano gusto dell'estate 2012 (crescono in zona Zara): Nella vetrina del forno-pasticceria di Via Astesani, Milano-Affori  " Quest'estate vanno i colori fluorescenti, soprattutto sulle scarpe da ginnastica. La gente per strada deve far caso all...

Tartacronaca Nr.3 - Intervista a I Ministri al Sziget Festival di Budapest

http://www.toylet.it/2012/30544/intervista-a-i-ministri-allo-sziget-festival-2012-il-nuovo-album-esce-ad-aprile.toy   Alle interviste non ci si abitua mai e farle rimane una gioia unica. Un lavoro che diventa una missione e ti paga soprattutto in termini di soddisfazioni, ricordi, strullate inventate mentre tenti strappare un consenso ad un addetto stampa o un accesso a un bodyguard, persone che incontri mentre che ti metti in ridicolo per raggiungere l'obiettivo. Una tartaruga parte avvantaggiata, perché nessuno sospetta sia una rompiscatole, ossia una giornalista. Ulteriore agevolazione ci deriva dal fatto che ci vedono solo le persone molto molto basse, o i Puffi. Quando ci sono loro in giro non c'è stratagemma che tenga. A un Puffo, non la si fa. Anche quest'anno al Sziget Festival di Budapest mi hanno legato i braccialetti identificativi al guscio. Abbiamo subito ritrovato quell'illusorio senso di potere che ti possono conferire se sei a corto di ...

Tartacronaca Nr.2: Fuori il guscio! (Tartasaluto alla compare schiscetta)

Un vero amico, quando si trasferisce all'improvviso Oltralpe, non ti lascia solo lo shampoo aperto e un vestito . Ti lascia anche la bici.  L'amico straordinario, inoltre, pensa a quello che farai senza di lui e così in casa ti troverai una sacca di tela piena di fazzoletti.  Come a dire: non mi hai voluto salutare, almeno ora piangimi (il comune di Milano ringrazia per PiangiMi, campagna PE 2012)! A volte non ci sono parole e gli animali parlano meglio di me, perciò lascio la parola alla mia Tarta.  C. Faccio caso ora al nome di chiara ispirazione Maya. In ogni caso, se devi morire di raffreddore, almeno fallo con confezioni da NOVE fazzoletti (competono con l'Ungheria e i suoi pacchetti da 19 sigarette). Tartacronaca da Milano , 25 Luglio 2012 - Ora comincia il bello. Quando la terra si fà dura, noi tartarughe iniziamo a scavare d'anticipo. Quest'inverno arriverà una gelata pazzesca, anzi è già iniziata in questi giorni.   Gli umani si fanno...

Tartacronaca Nr.1 Mi avevano promesso una vita noiosa, invece...

Noi tartarughe siamo lente. A volte ci serve un'ora per finire una manciata di susine, anche se c'è in corso una gara contro la bambina che ci porta da mangiare. Nel tempo che lei se ne divora sei, noi ne finiamo due, dopo averle recuperate dalla fessura tra i mattoni della nostra casetta parasole dove le abbiamo fatte ruzzolare per sbaglio. Anche le emozioni, le digeriamo con lentezza e non siamo mai state in lizza per il Premio Svegliezza e Reattività . A suo tempo, infatti, mi sono resa conto di essere incinta solo all'uscita del secondo uovo dalla mia coda.  Il primo ha pagato care le conseguenze della mia scoperta tardiva: mi è scappato mentre camminavo. Da qualche ora avvertivo un certo fastidio e avevo voglia di scavare, tant'è che avevo iniziato una buca senza sapere cosa farci. Mi ero allontanata dagli scavi per cercare dell'erba - tutta roba legale, se ricordo bene - e mi è ruzzolato via un globo bianco nemmeno troppo leggero. La bambina delle ...

Domenicala a lugliolo

Sorrisi impossibili, risate di salvataggio.  Leggero fuori è meglio. Farcitura morbida e centro - non cuore - di piombo,  pesante e collassato. Il piombo non collassa? Facciamolo collassare, solo per stanotte e che non lo sappia nessuno. Se invece collassa, a che cazzo serve? Di sicuro non si rompe, al più, secondo me, collassa. Dirtelo non si può, e che non ci sei è un bell'aiuto. La banda è larga, non alta, per fortuna. Arriva il senza fili, lassù? Io lo scrocco da quello dell'ottavo,  ma mica prenderà pure sopra le nuvole e poi mica lo sapresti usare,  ora che ci penso.             Mi senti? No, non mi senti.  Allora vado eh?  Devo dire un po' di cose che non devi sapere. Com'è tutto diverso, oggi. Cos'è questa seconda dimensione? Internet, dire e non dire. Criptare Criptare Criptare Scelgo io,            ...

Libro e tazza

Disegno dell'illustratore ungherese Zsolt Vidak, www.vidak.hu 27 giugno 2012: ciao Budapest, mi manchi. Anche Milano non è male, lo sai che ci sono le corti anche qui dentro i palazzi? Mica dappertutto però, tranquilla, vinci ancora tu! Mi manchi, città senza grondaie, mi mancano persino i panini a mezzaluna che non capisci come caspita fare a imbottirli! In attesa di finire tutto quello che sto scrivendo e che ti riguarda, Budapest, ti ridedico quello che scrissi in quell'ultimo giorno. Il giorno in cui mi hai rovinato la reputazione e mi hai fatto piangere. Davanti al tassista. E all'aeroporto. E alla toilette, ma tanto quello non lo sa mai nessuno. Di solito. A te, Tazza e Libro, con un bel sorriso. Claudia Tazza e Libro ( racconto) Un libro e una tazza di porcellana. Piccole mosche dipinte e, sul fondo, una polvere che sembra caffè, ma emana essenza di sostanza divina.
 Due oggetti, un gradino.
 Ipotesi, pensieri, vita che dovrebbe andare avanti lo stesso,  ...

Reportage semiserio sul Salone di Torino

Finalmente sono andata al Salone del Libro di Torino ! La prima volta non si scorda mai, ma per prevenire eventuali "reset" della mia scatola cranica ho preferito scrivere un articolo. Vi invito a leggerlo su Mangialibri , la bellissima rivista letteraria dove ho la fortuna di scrivere le recensioni (surprise-surprise!). Spero soddisfi la richiesta del direttore, che voleva un "sapido resoconto". Eccolo qui: Reportage semiserio sul Salone di Torino Su questo blog posso concedermi una breve pausa dal mio abituale sarcasmo per confessarvi che il Salone mi è piaciuto assai. Anche se dovrebbero imporre un test attitudinale per limitare l'accesso alle persone che leggono e sanno far di conto, con un'esenzione per i bambini che camminano dritto. Anzi, basterebbe che facessero un rapido check-up dei requisiti di saper vivere civile. Per esempio, io il test lo strutturerei così: - Siccome ci sono delle pubblicazioni  omaggio al Salone, ti sent...