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Tartauguri e tartascarabocchi della vigilia

Il regalo di consolazione Il regalo che vorrei Il mio Natale e' fatto di neve e scivoloni fino a che non parto per l'Italia e allora e' fatto di tassista ungherese che promette di venirmi a prendere all'aeroporto quando tornero' il 2 pero' va bene che risparmierei ma io il cappuccino con lui non lo voglio prendere - che poi dove lo prenderemmo il cappuccino a quell'ora di notte quando atterra l'aereo da Milano e perche' visto che ho gia' i miei problemi a dormire?! -, e' fatto di aereo che decolla in ritardo e treno da Ostiense che grazie al dio dei treni e' in ritardo e prendo per il rotto della cuffia, e' fatto di controllore comprensivo che mi vende un biglietto invece di regalarmi una multa e di genitori dolcissimi che mi vengono a prendere. E' fatto di corsa a mezze maniche perche' qui' oggi e' caldo, e' fatto di biscotti da incartare perche' io non pago l'Imu, non ho la tv quindi niente ca...

Tartacronaca Nr.12 - Di quando in aereo comprai una fabbrica di giocattoli

L'aereo atterra in anticipo pur essendo decollato in ritardo, come fanno spesso i mezzi di trasporto, solo per far rabbia alla logica. A Budapest ci hanno imbarcati in orario, ma siamo rimasti fermi in attesa di un passeggero che non si trovava. Lo hanno aspettato. Una gentilezza insolita e sospetta: scommetto che se facessi tardi io che sono una tartaruga come le altre dovrei rinunciare al mio volo - volo che è una follia (pensateci, mettete la vostra vita in mano al fato e a uno sconosciuto!) ancor più assurda se si pensa che sono un animale che entra in un aereoplano con tanto di casa e non porta nemmeno il bagaglio a mano! Ad ogni modo lo sconsiderato ritardatario, scampato non so come al linciaggio immediatoalla sua comparsa nel mezzo, vede bene anche di sentirsi male per tutto il tragitto, minacciandoci col sacchetto di carta a ogni lieve scossone del velivolo. "All'arrivo voglio stringergli la mano!" mi propongo, ignara di quanto la mia vita sarà diversa dop...

Tartacronaca Nr.11 - post Milano, da Milano

L'ho fatto: ho lasciato Milano . E ve lo scrivo così, su due stivali, mentre la metro gialla transita tra Montenapoleone e Turati e un tipo dalla vocale e aperta all'inverosimile parla all'auricolare cercando convincere qualcuno ad acquistare qualcosa, dove l'uno non penso sia suo cugino e il "lcosa" presumo corrisponda a qualcosa di più costoso di un chilo di finocchi.  Ripeto, ho lasciato Milano . E da quando l'ho fatto vi trascorro piu' tempo di quando ci abitavo ed accettavo quasi qualsiasi incarico o invito mi portasse fuori dalla contro-Urbe. Infatti ora sono qui, a Milano, ma non ci vivo. Stamani ho corso al Parco Lambro, ieri sera ai giardini Indro Montanelli, domani chissà. Quel che è certo è che mercoledì stavo correndo in un altro bel posto che si chiama Parco degli Eroi e non è in questa regione. Affinché possiate capire sono d'uopo delle spiegazioni , se non d'altro almeno dell'esempio dei finocchi , così fuorviante pe...

Tartacronaca Nr.10 - Senza chiavi e col cervello all'incovercio

Progettare il futuro Da piccola mi divertivo a parlare al contrario , a mettermi il pigiama alla rovescia, e quando volevo strafare anche "col didentro di fuori", leggere da destra verso sinistra, ribaltare il senso di quello che volevo dire pur non conoscendo ancora il sarcasmo e appiccicare le figurine all'ingiù, ricoprendo di colla il lato disegnato. Per quest'ultima trovata in particolare mi assegnarono ad honorem una laurea in demenza precoce , che non fa curriculum ma ti esenta dal doverti iscrivere all'università per ottenere un titolo - ce l'hai già -, oppure ti permette di essere un plurilaureato anche se come me hai fatto solo tre anni di università frizzo e del lazzo in salmì , con un anno in Erasmus per non rischiare che proprio all'ultimo comparisse qualche motivo per studiare davvero, dopo che per 13 anni di carriera scolastica ne hai fatto sfacciatamente a meno. Spesso per vestirmi partivo dal cappello, poi la sciarpa, il cappotto e co...

Tartacronaca Nr.9: tartarughe milanesi a Londra

Adolescenza is back! L'estate scorsa il caldo e i troppi sbattimenti di guscio mi hanno convinta a prendere le distanze da Milano per qualche giorno. Mi sono impegnata in una serie di trasferte non scontate, se si considera che viaggio con la casa in spalla . Vi racconto questa avventura adesso che siamo quasi a novembre perché fa freddo e non è male ripensare al caldo anche se poi si patisce ancora di più per maggiorazione dello squilibrio termico, una questione psico-somatica come l'80% dei disturbi di moda in questi anni. Era agosto e, avendo le ferie, prima sono andata a Londra per 4 giorni, poi sono tornata a Milano e in un tarta-lampo mi sono catapultata a Budapest (avere il guscio è comodo, in certi casi!). Dopo 4 giorni di festival, interviste e lazzi vari, sono rientrata SU Milano (si dice così, una volta ve lo spiego) e, diventata venticinquenne , ho virato su Grosseto, per altri 4 giorni di facezie condite con interviste ( una, a Caparezza ). Vi racconto...

Tartacronaca Nr.8: Vattene, non mi dire addio

Muro estero di una casa in via monte altissimo, a Milano in zona Villapizzone "Se vuoi andartene - mi ha detto Milano una domenica mattina - vattene e basta. Se vuoi cambiare citta' fallo, non addiarmi, se mi addii avro' il tempo di trattenerti e alla fine resterai" "Ma come cavolo parli?" "Senti come suona bene: AddiaMI! Naturalmente a te non e' concessa la liberta' di inventare siffatte forme verbali, ma la tua amica tartaruga lo fa di continuo. Serve un certo grado di..." "Sbruffonaggine? Egocentrismo?" "Avrei detto superiorita', ma non m'importa adesso. L'importante e' che tu abbia capito che non te ne andrai!" Stavo camminando su un ponticello dalle parti di Piazza Conciliazione dove gia' al mio arrivo Ella si manifesto' alle mie orecchie. Penso che non ci passerò mai più per non correre il rischio che Ella mi parli di nuovo: la trovo inquietante, anche perchè non capisco da dove...

Marcovalda

PREMESSA Ho scritto questo racconto umoristico in quinta liceo, su suggerimento del mio professore di storia dell'arte - un insegnante di quelli che insegnano a vivere, non solo una materia - per un concorso di urbanistica a cui partecipammo e da cui tra l'altro uscimmo vincitori. Si riferisce alla Cittadella dello studente di Grosseto, sede di alcune scuole tra cui il liceo scientifico dove ho studiato e di impianti sportivi per studenti. La circolazione all'interno dei cancelli, aperti 24ore su 24, è consentita anche ai mezzi pesanti, con conseguenze poco simpatiche. Lo stile riprende volutamente quello del Marcovaldo di Calvino e alcune vicende sono ispirate a fatti accaduti a miei compagni di scuola. Marcovalda ovvero “Andare a scuola alla Cittadella” Liberamente ispirato a “Marcovaldo” di Italo Calvino Ogni benedetta mattina segnata in verde sul calendario, Marcovalda deve destreggiarsi nel traffico della “Cittadella dello studente” e spesso ...