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Come cancellare DAVVERO le foto dal tuo iPhone

Per anni il rompicapo è rimasto senza soluzione: l'iPhone non mi permette di girare un video per spazio insufficiente, la memoria è occupata quasi del tutto dalla galleria fotografica, ma ho solo poche decine di foto sul telefono. Lo uso per lavorare e non vi tengo né musica, né film o altri file pesanti. Niente giochi e pochissime app. Mistero. STEP1: l'ovvio - Il trucco che vi suggeriscono appena parlate di questo comune problema è di svuotare la cartella "eliminate di recente", un vero e proprio cestino a scadenza che mantiene a lungo le foto cancellate prima di farle sparire. Peccato che io l'abbia scoperto quasi subito e che lo svuoti regolarmente. Collegando l'iPhone al computer iTunes mi svela l'arcano: sul dispositivo risultano esserci oltre 1300 foto. Sì, ma dove cavolo sono? Cerco dappertutto, in vano. Ri-sincronizzo l'iPhone, faccio due volte il back up e cancello TUTTE le foto. Galleria vuota. Le mie foto (ma quali?) continuano a...

Signore e signore, un pensiero!

Budapest, graffiti. Foto di Claudia Leporatti (https://www.instagram.com/claudialepo/) L'idea di iniziare a pensare mi è venuta oggi che saranno state le otto e trenta. Ammetto che non mi ero alzata da tanto, perché ieri sono andata a letto dalle cinque del mattino e ho dovuto farmi tre ore di sonno molto fitto per sentirmi pimpante di nuovo.  Ho pensato: oggi potrei provare a fare qualcosa di nuovo, per esempio pensare. Il fatto che io lo stessi  pensando mi ha incoraggiata: avevo già iniziato, non è meraviglioso? E così dopo ventisei, ventisette, ventotto anni o quanti sono non ricordo, ho provato questa cosa del pensare. Più in là magari diventerò così brava da lanciarmi anche sulla riflessione, mai dire mai. Per ora sono abbastanza soddisfatta di questi miei primi passi mentali, anche se non ho capito bene quando dovrei inserire tale azione tanto decantata.  Prima o dopo il caffé? A digiuno? Prima di coricarmi? Ho concluso che una buona soluzione è farlo mentre ...

Tartacronaca dagli Antipodi: chi va piano va sano e va in Nuova Zelanda

Buongiorno. Per onestà premetto che non sto scrivendo questo pezzo perché sono stata in Nuova Zelanda. La Nuova Zelanda non c’entra niente, ma comunque parlerò di quella. Scrivo questo post sulla Nuova Zelanda perché sto guardando un documentario su uno dei tanti casi di ingiustizia negli Stati Uniti in cui un uomo sta scontando una condanna a vita senza colpa. Roba che se la guardi di notte prendi sonno nel decennio successivo. Sul serio, ti sale un nervoso che prenderesti a pugni il muro, ma il palazzo dove abito regge l’anima con i denti, meglio accumulare rabbia repressa e, intanto che stai sveglio, ricordare il più lungo viaggio della tua vita. Dunque tempo fa era il 13 gennaio. In Nuova Zelanda erano quasi le nove di sera, in Italia  quasi le nove di mattina e noi, noi. Chi lo sapeva. Stavamo sorvolando la Cina o uno dei Paesi limitrofi tipo la Mongolodia, più sette rispetto all’Italia, quindi potevano essere all’incirca le quattro del pomeriggio. Per noi - a prescinder...

Bar Cavolo - Chi è l'ultimo discendente di Napoleone?

[SCROLL FOR ENGLISH] “Sai che l’ultimo discendente di Napoleone …” “Non dirmelo. E’ un…dromedario!” “No. Davvero è roba da non crederci, resterai sbalordita! Dicevo, l’ultimo discendente…” “Sì, sì. Napoleone, certo. Che poi questi discendenti…saranno veri? Come li trovano? Fanno il test del DNA? Abbiamo il DNA di Napoleone. Probabilmente sì, visto che è morto, di noia, pare, e che il cadavere è stato ritrovato. Anche avessero trovato solo il pettine che teneva nel taschino per  sistemarsi quei tre peli, vuoi che non ci fossero capelli attaccati?” “…non lo so…” “Almeno ci sarà stata della forfora! Ora, non per fomentare i luoghi comuni, ma i francesi non si distinguono per l’igiene impeccabile e perdonami davvero se sono superficiale fino a questo punto. A quei tempi poi…” “Davvero, non saprei, ma comunque l’ultimo…” “Guarda che poi la forfora non è mica indice di sporcizia!” “Beh…” “Sì, certo, se ne hai tanta è disgustoso, ma può venirti anche se ti strofini ...

Day 1. Starting point.

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10 tipi di articoli per avere successo sui social media - 10 types of articles to hit the big thing on social media

[ENGLISH BELOW]  Il metagiornalismo è una cosa molto divertente. Per esempio puoi scrivere un articolo e intitolarlo "10 tipi di articoli per sfondare sui social media” che è a sua volta un modo di avere audience sui social media.  Questo venerdì, dopo una serata turbolenta, sono tornata a casa e senza alcuna ragione se non quella di scocciarvi, ho scritto un articolo sugli articoli che sfondano sui social media all’alba del secondo quinto del terzo millennio, cioè ai giorni nostri, quando il successo non si misura in copie vendute, ma in condivisioni nella pattumiera blu che si sta portando via i nostri anni migliori. “Vieni a vedere la luna piena?” “Sei matto? L’ho già vista quando ero piccola, voglio restare a casa a controllare Facebook, va che qualcuno si fidanza ufficialmente e mi sfugge!” “Va bene, ma dopo vieni a cena?” “Ho già cenato.” “Sono le sei, quando hai cenato?” “Lunedì.” “Ah, ok. Buona serata.” Riprendiamo il filo che già avete il tasso...

Are you writing about me?

"Are you writing about me?" asks Lukas, finally interrupting a staring-in-mute-mode lasting about ten minutes. "Sure." "Oh. I'm flattered! Seriously?" he's almost jumping on the little wooden chair. "No way." "Why not?" "Why should I?" "Am I not interested enough, for your standards?" "Yes, that's the reason." "What is that about, then? Aliens? Or maybe some stupid man you are dating with no hope, but observing his masculinity?" "Yes. Both." "I hate you, Abby." "I hate myself too, so we are in the same ship, Spider." Lukas likes to be nicknamed. We both stay quiet, he sipping his mango juice, me writing a sentence I will delete, just to find the balance again and stay in the writing dimension. It's really like standing on a single foot. You must reach a certain level of concentration, in order not to fell, or rely in the other foot. "...