Passa ai contenuti principali

Post

Libro e tazza

Disegno dell'illustratore ungherese Zsolt Vidak, www.vidak.hu 27 giugno 2012: ciao Budapest, mi manchi. Anche Milano non è male, lo sai che ci sono le corti anche qui dentro i palazzi? Mica dappertutto però, tranquilla, vinci ancora tu! Mi manchi, città senza grondaie, mi mancano persino i panini a mezzaluna che non capisci come caspita fare a imbottirli! In attesa di finire tutto quello che sto scrivendo e che ti riguarda, Budapest, ti ridedico quello che scrissi in quell'ultimo giorno. Il giorno in cui mi hai rovinato la reputazione e mi hai fatto piangere. Davanti al tassista. E all'aeroporto. E alla toilette, ma tanto quello non lo sa mai nessuno. Di solito. A te, Tazza e Libro, con un bel sorriso. Claudia Tazza e Libro ( racconto) Un libro e una tazza di porcellana. Piccole mosche dipinte e, sul fondo, una polvere che sembra caffè, ma emana essenza di sostanza divina.
 Due oggetti, un gradino.
 Ipotesi, pensieri, vita che dovrebbe andare avanti lo stesso,  ...

Reportage semiserio sul Salone di Torino

Finalmente sono andata al Salone del Libro di Torino ! La prima volta non si scorda mai, ma per prevenire eventuali "reset" della mia scatola cranica ho preferito scrivere un articolo. Vi invito a leggerlo su Mangialibri , la bellissima rivista letteraria dove ho la fortuna di scrivere le recensioni (surprise-surprise!). Spero soddisfi la richiesta del direttore, che voleva un "sapido resoconto". Eccolo qui: Reportage semiserio sul Salone di Torino Su questo blog posso concedermi una breve pausa dal mio abituale sarcasmo per confessarvi che il Salone mi è piaciuto assai. Anche se dovrebbero imporre un test attitudinale per limitare l'accesso alle persone che leggono e sanno far di conto, con un'esenzione per i bambini che camminano dritto. Anzi, basterebbe che facessero un rapido check-up dei requisiti di saper vivere civile. Per esempio, io il test lo strutturerei così: - Siccome ci sono delle pubblicazioni  omaggio al Salone, ti sent...

STET ossia una sorta di TEST claudiettano (roba da capocciate)

Età: 22 (all'epoca della compilazione) Segno zoodiacale: Zoo Colore: oggi blu, domani viola, ieri blu. Di solito, pervinca. Città: Katmandu (si scrive così?) Libro: "Anatolia" di Lars Von Erstinger (cercalo, ti prego) (se lo trovi dimmelo, lo leggo) (mi sposo anche l'autore, se vuole) Film: "Non ci resta che piangere" (e fin quì...) Telefilm preferito: Friends Primo viaggio in aereo: non posso saperlo. E se i miei avessero fatto un viaggio supersegreto quando avevo meno di tre anni e non me lo ricordassi? Non posso saperlo. Lingua: non molto lunga. Parlo molto lo stesso. Birra o vino? Vino (ma preferirei non dover scegliere) Arte preferita: scrittura Natale o Pasqua? Birra Estate o Inverno? Estate Mare o montagna? MARE Camicia o maglietta? maglietta (sporca del vino di prima) Mac o Windows? Mac. Ma comunque Narciso (il mio portatile). Solo lui. Piatto preferito: spaghetti all'astice Cosa cucini meglio? pollo e dolci Gatti o c...

I figli e i nipoti di "Papa" Hemingway

A volte mentre leggo i capolavori dei grandi del secolo scorso, mi chiedo come se la passi la loro progenie. Certi talenti potrebbero anche essere genetici e forse un giorno ci troveremo tra le mani un bel romanzo di avventura firmato dal pronipote di Bulgakov o vedremo in classifica i nomi Kipling e Orwell . Di nuovo. Del resto, se fossi la discendente di Juri Gagarin, m’interesserei di astronomia e se invece tra miei avi ci fosse stato, mettiamo, Temistocle , non avrei accantonato la matematica alle prime difficoltà liceali. La storia familiare può anche non influenzarci, ma tende a farlo quando i nomi che ci hanno preceduto sono altisonanti. Per questo mi è sembrata un’idea carina quella di fare una piccola ricerca sugli eredi degli scrittori più amati del secolo breve (che, lo ricordo per chi non lo sapesse, fu chiamato così guardando alle svolte epocali della storia, ritenendo che l’Ottocento fosse il secolo lungo in quanto è iniziato nel 1789 con la Rivoluzione Franc...

La crisi del settimo mese

I numerologi di sicuro insisterebbero sugli influssi del numero sette, io mi limito a dedurne le proprietà chimiche. I gatti dopo appena sette vite tirano il calzino, la mamma dei nani deve aver fatto lo stesso dopo aver dato la luce a Cucciolo, altrimenti ne avrebbe prodotti ad oltranza, i peccati capitali sono sette e sette le camice che si sudano, non una di più, nè una di meno. Se non sbaglio, nelle relazioni si parla di crisi del settimo anno, o del settimo mese, non sono sicura.  Premesso questo, so' che dopo sette mesi di lontananza da Budapest la nostalgia si fa costante. Ci sto passando adesso, ma non è la prima volta.  I sintomi sono abbastanza evidenti: lucciconi davanti a ogni parola ungherese che mi capita di vedere, che sia il titolo del libro degli spartiti per il piano di un amico o uno scontrino rinvenuto sul fondo di una borsa che non usavo da tanto, sogni monotematici con sfondo danubiano, tendenza a rispondere al telefono in ungherese e pi...

Il questionario di Proust

Dal bellissimo blog del Mandarino a Orologeria della mia amica Antonella, riprendo il questionario di Proust, che aiuta a conoscersi meglio (dicono). Il tratto principale del mio carattere. Vado su e giù a una velocità impressionante La qualità che desidero in un uomo.  La simpatia La qualità che preferisco in una donna.  La simpatia Quel che apprezzo di più nei miei amici. ...la simpatia Il mio principale difetto. la simp...ehm, vorrei fare sempre quello che amo fare. La mia occupazione preferita. scrivere. E leggere. E correre. Il mio sogno di felicità. poter scrivere reportage da vari posti nel mondo, mentre nel resto del tempo scrivo libri. Bei libri. Quale sarebbe, per me, la più grande disgrazia. Perdere la persona più cara che ho. E le perle. Quel che vorrei essere.   Sempre occupata. Il paese dove vorrei vivere.  Se non in Italia, in Ungheria. Vorrei vivere a Parigi, ma è solo un sogno (dei più banali, per altro). ...

Puzzle

Da piccola mi piacevano i puzzle. Il primo me l'hanno regalato quando avevo circa cinque anni. Era un disegno della Sirenetta della Disney, con Ariel, tutte le sorelle, Re Tritone, Flaunders e, in basso a destra, il granchio Sebastian. L'ho composto e distrutto un'infinità di volte. C'era il giorno che decidevo di giocare a fare il puzzle e mi dedicavo a questa operazione per il tempo stabilito: dato che ne impiegavo sempre meno per portare a termine l'immagine familiare, aumentavo il numero di composizioni di ogni seduta ludica. Le passioni infantili si riflettono su quello che sarai da grande. E adesso infatti amo scrivere articoli dopo aver intervistato una o più persone. Un periodo dopo l'altro il pezzo prende forma, finchè non diventa una panoramica chiara ed esaustiva di un fenomeno, di un luogo, di un settore. Non è forse la soddisfazione più bella del mondo quella di partorire qualcosa, di comporre, di riordinare?